Hair Made by Italy e Compagnia della Bellezza. Come tutto è cominciato


Sebastiano Filetti, il padre di Salvo, durante un concorso per parrucchieri

Mi è capitato di recente di essere intervistato dall’attore Giorgio Pasotti per Kérastase Style Stories. Con il suo sorriso gentile, mi ha chiesto di raccontare come e quando ho scoperto la passione per i capelli, che molto presto è diventata il mio lavoro. Non sono abituato a parlare di me, ma farlo mi ha aperto un album di ricordi importanti, che sfogliati insieme mi hanno fatto rivivere emozioni, situazioni, incontri, aspettative e traguardi che un’amica giornalista mi ha convinto a condividere con voi.

Il primo ricordo è nel piccolo negozio di mio padre ad Aci Platani, una frazione di Acireale, dove sono nato. Mio padre era parrucchiere per uomo, ma proprio l’anno in cui sono nato io, ultimo di cinque figli, decise di aprire un salone più grande, questa volta per signore, in Via Marchese di Sangiuliano ad Acireale, incuriosito dal mondo delle acconciature femminili che stava crescendo. Per farlo, iniziò ad alzarsi all’alba quasi tutte le mattine per andare a Messina e frequentare un corso L'Oréal. Con una tenacia che, a ripensarci oggi e con la prospettiva dei tempi di allora, mi fa vedere mio padre come un uomo temerario.

In quel salone per signore ho vissuto la mia infanzia, affascinato già dall’atmosfera di un mondo che sarebbe diventato il mio mondo. Tanto che ogni sera, dalla quinta elementare in poi, mi portavo i libri in negozio e studiavo nel retro, dando una mano quando serviva.

Il primo shampoo mio padre me lo fece fare mettendomi su uno sgabello, perché il lavatesta era troppo alto per me. Una gavetta lunga, che inizia sempre dal lavaggio. E che mi ha fatto guadagnare il primo taglio a quindici anni. Feci un taglio alla selvaggia, molto scalato, come si usava all’epoca. La cliente era Rita Pavone, non la cantante ovviamente, ma una ragazza che negli anni è diventata un’amica. Lo è ancora. E fu lei a crearmi un clima di fiducia intorno, mandandomi ogni giorno nuove clienti in salone, come una sorta di influencer analogica abilissima nel passaparola.


Di cinque figli sono l’unico a non essere andato all’università. Inizialmente mio padre mi convinse a non iscrivermi neanche alle superiori, ma io ero bravo a scuola. Nella strada dove c’era il suo salone c’erano anche tutti i licei della città, dal classico al magistrale. E quando, da dietro la vetrina bagnata di pioggia, il primo giorno di scuola vidi tutti i miei coetanei entrare nei vari istituti, iniziai a piangere disperatamente. Lì mio padre capì che per me studiare era importante e mi lasciò libero di iscrivermi per completare gli studi. Sapevamo tutti, comunque, che avrei seguito le orme di papà. E se da lui ho imparato la tecnica, ma anche il coraggio, il senso del lavoro e del sacrificio, da mia madre invece ho ereditato il senso estetico e l’ossessione per il dettaglio. Lei era affascinata dal concetto di bello, in particolare del bello cucito “addosso”, visto che era una sarta. E guardava soprattutto alla qualità della stoffa, che decodificava attraverso il tatto, toccando la materia. Poi venivano le forme. Con l’occhio di insieme, che guarda al tutto secondo il concetto del “su misura”, fatto apposta per quella persona. In modo che alla fine del lavoro, se è un buon lavoro, «l’occhio si posa» come diceva lei, cioè si rasserena perché tutto è in equilibrio.

La stoffa su cui lavoro io sono i vostri capelli, che ridisegno e rimodello secondo la mia idea di Hair Made by Italy, che ritraduce nel mondo degli hairfit l’artigianalità sartoriale propria della tradizione italiana degli outfit di alta moda. Ed è come se, mettendo insieme il lavoro di mio padre e di mia madre - che avevano anche lo stesso nome: Sebastiano lui, Sebastiana lei, detta Nellina - avessi trovato la mia cifra professionale personale, perché già a quindici anni, a partire da quel primo taglio, sapevo che di mestiere avrei voluto fare il parrucchiere, ma in modo diverso da come lo si faceva allora. Spinto da una necessità di emancipazione, non solo mia ma anche dei miei genitori. E forse con un pizzico di rabbia, che si è trasformata in energia. In quella forza dinamica che poi mi ha permesso di creare Compagnia della Bellezza, proiettandomi verso una direzione che, a sedici anni, avevo già scoperto grazie a un altro maestro: Claudio Bosi.


Claudio Bosi è stato il primo parrucchiere in Italia a imporsi a livello nazionale grazie alla televisione. Lo vedevo tagliare i capelli in diretta, la domenica su Rai 2. E quando seppi, leggendo un giornale di settore, che avrebbe fatto uno show a Milano, saltai su un treno per andare a conoscerlo. Acireale-Milano in treno, andata e ritorno, giusto il tempo di partecipare all’evento e risparmiare così i soldi del pernottamento. Fu un viaggio della speranza. Per fatica, ma anche per entusiasmo. E soprattutto per l’opportunità che ne nacque. Quando mi presentai a Bosi, Claudio rimase colpito dal mio spirito di avventura, dalla mia curiosità. Veniva anche lui da un paese di provincia, ma il suo quanto meno era sperduto nell’entroterra emiliano, il mio addirittura sulla costa siciliana. Da allora mi aprì le porte del suo salone, mi accolse nella sua famiglia, iniziò a volermi accanto negli eventi che curava, a coltivare la mia autostima. E io, intanto, iniziavo a sognare di portare il mestiere di parrucchiere a un livello più alto, più glamour, come in quegli anni stava accadendo ai sarti che venivano riconosciuti come stilisti. Ecco, io sarei diventato lo stilista dei capelli: da parrucchiere ad hair designer.



Claudio Bosi è stato un maestro, un mentore. L’incontro con lui è stato illuminante per me, mi ha fatto capire presto che per realizzare il mio sogno non bastava il singolo personaggio, ma bisognava creare un network per guadagnarsi una forza tale da diventare una voce autorevole, a livello nazionale, in fatto di bellezza e di stile. Pur venendo dalla provincia siciliana. Nella fiducia che lui mi ha dato, ho trovato l’energia e la spinta che poi mi hanno portato a realizzare il progetto di Compagnia della Bellezza, come catena di saloni che potessero portare avanti la mia idea stilistica e di bellezza. Un progetto in cui, adesso, mi sento a mia volta sempre più un allenatore di talenti. Per questo sono qui a raccontarvi come tutto è cominciato.

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