Capelli corti o lunghi. Come scegliere? E spesso a vincere è la lunghezza media

La lunghezza media è quella che più rappresenta la donna degli ultimi vent’anni. Gli anni ‘20 del Duemila iconograficamente dovranno essere rappresentati necessariamente con la lunghezza media, perché è la più gettonata di questo ventennio e quella che rappresenta meglio la femminilità nel nostro contemporaneo. Grazie alla sua capacità di rinfrescare il look, fondendo le qualità della lunghezza che si muove, con il dinamismo visivo dei tagli corti.


© Compagnia della Bellezza

Claudia Schiffer, Linda Evangelista e Eva Herzigova ci hanno fatto sognare negli anni ‘90, sfilando sulle più importanti passerelle dell’alta moda. Passerelle che spesso diventavano importanti anche perché c’erano loro a calcarle. Queste tre donne bellissime sono perfette per provare a capire, insieme, i canoni da seguire per scegliere la lunghezza di un taglio. Linda Evangelista, con il suo caschetto corto, suggeritole dal fotografo Peter Lindbergh per la copertina di Vogue Italia che la lanciò in tutto il mondo. Claudia Shiffer, con la sua cascata bionda di capelli lunghi e sinuosi che ricordava Brigitte Bardot. Ed Eva Herzigova, con il suo taglio medio che rievocava Merilyn Monroe.



La visione di Lindbergh di una Linda Evangelista con capelli alla maschietta fu vincente, perché quel corto valorizzava il suo volto definito da una proporzione perfetta, quella di una linearità dall’effetto multisfaccettato che diventa punto di forza da mettere in evidenza. E quindi da scoprire, disvelare, con un taglio corto sulla nuca che accende il personal best di quel viso. In questi casi, il parametro ideale da seguire perché funzioni è che il tratto del volto compreso tra il lobo e la linea del mento sia – righello in mano – di 5,5 / 5,6 centimetri. Non di più.


Se invece la silhouette del volto è più scolpita e volitiva nella parte bassa, come era quella di Claudia Schiffer, è giusta la scelta della sinuosità dei capelli lunghi, come li portava lei. Non troppo lisci, ma con un minimo di movimento e una leggera onda, che integravano il suo volto con la morbidezza necessaria per valorizzare la sua indiscutibile bellezza. Tanto che, in quelle rare volte in cui sfilava con i capelli raccolti, quasi non la si riconosceva perché assumeva una fisionomia rigorosa che non faceva più venire fuori tutta la sua sensualità dolce.


A completare il trittico è Eva Herzigova, rappresentante perfetta della media lunghezza, scelta per incorniciare con una dimensione circolare il suo volto più squadrato e dalla mascella forte, definita. Su questi volti, allungare troppo i capelli significa portarli verso il basso, sbilanciando i volumi con un effetto campana che accentua il gioco originario del volto, invece di creare quella sensualità, morbidezza e femminilità complementari che solo la lunghezza media può dare.



Dunque, sfatiamo il luogo comune che una donna, per essere sensuale e femminile, debba per forza portare i capelli lunghi. Perché si può esserlo anche con un taglio corto. I capelli, infatti, hanno un valore neutro, non sono altro che degli amplificatori che valorizzano quello che già c’è. Pensate a Audrey Hepburn. Quanta femminilità e sensualità sprigionavano i suoi capelli cortissimi, che accentuavano la purezza e l’essenza del suo femminile quasi ingenuo, concentrato nello sguardo unico. Nei volti dolci, gentili, quasi ingenui, il contrasto con i capelli corti tira fuori questa luce. La verità, allora, è che i capelli – corti o lunghi che siano – devono incorniciare il volto con complementarietà di forma.


E non pensate che il corto sia necessariamente il taglio giusto per sfoltire un po’ anche gli anni. Dipende sempre dal tipo di corto. Quello troppo maschile, per esempio, non va bene dopo una certa età. Con il tempo, il volto indurisce e i tratti scendono. E incorniciarlo con un corto rigoroso significa indurirlo ancora di più. Ma i capelli, di certo, non possono nemmeno essere troppo lunghi, perché anche i capelli invecchiano, perdono corposità, vivacità, e non reggono le lunghezze. Meglio, quindi, optare per linee corte o medie che si muovano con vivacità, per dare un po’ di leggerezza, freschezza e ritmicità di forme. Magari giocando con un bel ciuffo o svirgolettando i contorni della silhouette.


Ultima regola fondamentale, per scegliere tra un taglio lungo, corto o medio, è valutare non solo la forma del volto, ma anche la propria fisicità. Tra corporatura e altezza. I capelli lunghi vestono meglio una donna che ha la stessa proporzione in altezza e sono poco indicati, invece, per una donna troppo minuta. Così come i capelli troppo corti non sempre donano a una donna molto alta. E alla fine i tagli medi si rivelano spesso un’ottima strategia, che va oltre il semplice compromesso. Ancora una volta è un gioco stimolante di proporzioni, volumi, vuoti e pieni. E guardarci nell’insieme complesso della nostra figura intera è sempre meglio. In modo che tutto funzioni, con equilibrio e armonia.

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